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Il marketing omeopatico di Derrick de Kerckhove

Nell’era del tag, del RFID, o del NFC (Near Field Communication), con i telefonini e tutti gli altri tipi di palmari, ciascuno è immerso nel “total surround” del marketing permanente. Invece di essere frammentato, il mercato diviene un unico megacorpo dentro cui i flussi e le correnti informative scorrono continuamente. In realtà, i mercati “implodono” sui loro clienti, rinominati “users”; sono essi quindi a customizzare prodotti e servizi, creando, almeno nell’ambiente digitale, il cosiddetto “user-generated-content”.
Il messaggio è chiaro: targettizzare le nicchie. Ma come procedere in questa direzione quando ciascuno di noi è ormai di per sé una nicchia ? Nel 1963, McLuhan aveva predetto che nell’era del computer, il mercato non sarebbe stato più di massa, ma composto delle particolarità di ciascuno. A tal proposito parlava con largo anticipo di una “mass customization”. Per accedere a questo livello, il marketing deve andare oltre la nicchia e rinunciare alle tecniche virali (come il viral marketing). Si trova quindi di fronte all’esigenza di superare la negoziazione con l’utente. Nel sistema nervoso centrale del mercato, la metafora giusta da utilizzare mi sembra quella del rapporto dell’omeopatia con il corpo, dove una dose pur infima di veleno trova la via e la connessione giusta per agire. Ecco quindi aperta la strada del marketing omeopatico.

Relatore: Derrick de Kerckhove